“C’È CHI DICE NO!”

Il bullismo: una problematica giovanile attuale

I bambini della Scuola Primaria di Ponticelli hanno realizzato un manifesto pubblicitario sulla prevenzione e conoscenza del bullismo.

Nel primo quadrimestre gli alunni delle classi 5A e 5B della Scuola Primaria di Ponticelli- I.C. 7 Imola -, hanno realizzato un manifesto pubblicitario sulla conoscenza e prevenzione del bullismo a scuola. Il poster è stato realizzato a seguito della partecipazione delle insegnanti al macro progetto “Insieme nella rete”, all’interno del quale è stato inserito un percorso di formazione “Non stiamo zitti”, sulla prevenzione del bullismo e cyberbullismo, che ha visto il coinvolgimento di esperti di S.O.S Il Telefono Azzurro Onlus e l’ Università di Bologna.

E’ fondamentale che i bambini, fin dagli anni della scuola primaria, prendano coscienza di un fenomeno che di lì a pochi anni rischierà di investirli. E’ bene che a quel punto i preadolescenti e gli adolescenti, adeguatamente preparati in precedenza, sappiano affrontare certe criticità nella dovuta maniera e non restino succubi e silenziosi dinnanzi a ciò che li ferisce.

L’idea della realizzazione del poster è scaturita dalle frequenti domande che gli alunni rivolgevano alle insegnanti in merito al problema. Pertanto è stato importante per tutti concentrare l’attenzione e attivarsi concretamente sulla prevenzione e contrasto di questo preoccupante fenomeno.

Prima della realizzazione del progetto, le insegnanti, per sensibilizzare e coinvolgere emotivamente gli alunni, hanno introdotto l’argomento con un brainstorming, la lettura di articoli, libri (“Faccia di maiale”, “ Buchi nel deserto” e “ Pensa Per Postare”), testimonianze e visione del film “Holes”, tratto dal libro “Buchi nel deserto”.

Il fenomeno è stato esplorato da tre diverse prospettive: quella della vittima, quella dello spettatore e quella dell’autore della violenza. Ciò ha consentito di mettere in evidenza le problematiche connesse ad ognuna delle tre condizioni e di formulare tutti insieme una serie di “istruzioni per l’uso”, cioè modalità di comportamento utili per sottrarsi ad eventuali situazioni di disagio. Particolare importanza è stata data al problema del silenzio, che spesso accompagna il fenomeno del bullismo: la possibilità di parlarne, di condividere esperienze, opinioni, ansie e preoccupazioni, costituisce infatti il primo passo verso il superamento del problema; i ragazzi hanno preso coscienza del fatto che confidarsi con un adulto di fiducia può essere il modo più efficace per smascherare i prepotenti, anche se ciò comporta la grave decisione di superare la vergogna e la paura di non essere ascoltati o di non essere creduti.

Per aiutare i bambini a mettersi nei panni dei protagonisti del bullismo, è stato utilizzato il metodo delle due mele, ideato da un’insegnante inglese che consiste nel paragonare due mele all’apparenza uguali, per poi infliggere ad una offese ed insulti, all’altra, invece, elogi. Quindi le mele sono state tagliate a metà e la mela a cui i bambini avevano rivolto parole gentili era pulita e succosa, mentre l’altra, precedentemente fatta cadere di nascosto, era tutta ammaccata e pastosa all’interno. Con questo piccolo esperimento le insegnanti hanno voluto mostrare ai bambini il mondo emotivo di una vittima di bullismo e il suo dolore, spesso nascosto e inconoscibile. Questo metodo ha suscitato molte domande, riflessioni e molteplici emozioni.

Dopo queste attività propedeutiche era finalmente arrivato il momento di concretizzare questi “Fiumi di parole“ e riflessioni! Le insegnanti hanno iniziato le attività presentando alla classe un problema, chiedendo: “Come facciamo a far conoscere questa tematica giovanile ai bambini della nostra scuola e alle persone che ci sono vicine?” Sono state raccolte le proposte dei bambini e si è deciso quale prodotto creare per risolvere il quesito: un manifesto pubblicitario rivolto a tutti i componenti del plesso (alunni, collaboratori, genitori), che catturasse immediatamente l’attenzione.

Poiché “l’unione fa la forza” e “la pubblicità è l’animo del commercio” (in questo caso di un commercio equo e solidale!), dopo una riflessione sui passaggi necessari per realizzare il poster e in base alle loro proposte, gli alunni sono stati suddivisi in 5 gruppi, ognuno dei quali doveva realizzare un prodotto che, unito agli altri, avrebbe costituito appunto il manifesto.

Tutti si sono messi alacremente al lavoro: gli alunni, nei rispettivi gruppi hanno, rappresentato graficamente alcune scene di bullismo e di armonia descritte nei libri letti. Successivamente hanno scritto e realizzato dei post contenenti le parole contrarie al bullismo, quali ingiustizia, giustizia, individualismo/solidarietà, isolamento/gruppo, violenza/non violenza, paura/benessere, accompagnate da brevi riflessioni. In seguito hanno ideato la sceneggiatura con la relativa simulazione e realizzato delle fotografie che rappresentano situazioni di bullismo e, per contrasto, di clima armonico. Prima di scattare le foto, i ragazzi si sono suddivisi i ruoli e hanno prestato molta attenzione nell’inquadrare i compagni, rispettandone la pricacy, evitando di riprendere i loro volti. Poi hanno elaborato dei consigli per la vittima e gli spettatori. Infine hanno prodotto un questionario relativo al bullismo da sottoporre ai ragazzi di due classi prime della Scuola Secondaria di primo grado. Dalla registrazione dei dati, gli alunni delle quinte hanno potuto trarre delle significative riflessioni. I dati, poi, sono stati riportati su un istogramma.

La realizzazione del poster ha entusiasmato e coinvolto tutti i bambini che hanno mostrato di aver compreso la complessità del fenomeno e si sono seriamente impegnati a riflettere sui loro comportamenti. Noi adulti ci uniamo a loro nel gridare TUTTI insieme: “C’È CHI DICE NO!!

Le insegnanti Rotunno Stefania e Saponieri Lorenzina

ISTITUTO COMPRENSIVO N°7 – IMOLA (BO)

SCUOLA PRIMARIA PONTICELLI

INSIEME NELLA RETE – NON STIAMO ZITTI

Lascia un commento